Pierantonio Tanzola                                       

                                            

               

    

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Pierantonio Tanzola nasce a Udine il 5 maggio 1963. Soggiorna in questa città solo per quattro anni, dopodiché assieme alla sua famiglia si trasferisce a Padova dove tuttora vive e lavora. La sua prima passione nasce a dieci anni quando gli viene regalata una chitarra,  con la quale a quattordici anni comincia a interessarsi  al  jazz. E’ nei primi anni del liceo che si inizia all’arte, avvicinandosi alla pittura e alla fotografia quando suo padre gli regala la prima macchina fotografica dalla quale non si separerà mai, una Pentax ME Super.

E’ nell‘87 che si interessa delle prime serie importanti di opere dai titoli “Tra causa ed effetto” e “Se non penso a quel che vedo“, lavori improntati sulla percezione visiva e sulla libertà di espressione e di pensiero. Nello stesso periodo viaggia in tutta Italia con la sua Pentax fotografando con  approccio antropologico: è di questo periodo la serie sui paesi della Campania - regione natale di suo padre - e della Basilicata. Nel‘93 si occupa di alcune opere pittoriche che rappresentano delle spiagge affollatissime, metafore di battaglie, per poi dedicarsi ad una serie di dipinti di interni dove vi è la ricerca di rappresentare eventi che non accadono all’interno delle stanze ritratte, ma  si intuisce che in qualche luogo sta succedendo qualcosa. Continua a fotografare con minor attenzione antropologica ponendo in secondo piano la prerogativa documentativa della fotografia dedicando maggior attenzione alla fase di stampa; da questa sperimentazione nascono le serie “La firma di Dio” ed “E’ sempre la solita storia”. Nel ’98 fa un viaggio negli Stati Uniti d’America ed è affascinato dalle grandi metropoli. Inizia a dipingere una breve serie dedicata a New York dal titolo “Lo so, sono un provinciale” dove rappresenta la città non con una visione intima, ma con gli effetti che questa provoca sul turista. La fine degli anni novanta  è il momento in cui le due tecniche - pittorica e fotografica - si contaminano per iniziare una ricerca sulla natura: da questa sperimentazione avrà inizio la serie dedicata agli alberi e agli argini, allegorie di sogni e apparizioni, immagini animiste provenienti da un profondo studio introspettivo.

Le tavole su cui dipinge vengono incise, graffiate, bruciate mentre quelle fotografiche – stampate in grandi dimensioni – vengono manipolate con interventi pittorici e viraggi applicando della terra e degli insetti sulla superficie. E’ di questo periodo la serie “Il secolo di Alfonso”  rappresentazione – per mezzo di sei fotografie di grande formato – degli eventi ordinari dell’esistenza di un Uomo qualunque, avvenuti negli stessi giorni in cui accadono avvenimenti importantissimi per la storia d’Italia del secolo scorso. In questo periodo collabora con alcune riviste letterarie tra le quali Panta (Bompiani), Nuovi Argomenti (Mondadori) e delle sue opere vengono inserite nelle copertine di alcuni libri editi da Mondadori, Pequod, Fernandel, MUP, HACCA. Dal 2002 inizia un intenso confronto con lo scrittore Marco Mancassola da cui nascono il video-documentario “L’arte del confine” (2003) e il libro “Il ventisettesimo anno” (Ed.Minimum Fax - 2005) dove vengono inserite le sue fotografie ad accompagnare i racconti. Un video  col titolo omonimo accompagnerà i reading dello scrittore. Realizza in questo periodo  due cataloghi sull'artista Ettore Greco: uno sull'atelier dello scultore, l'altro - edito Silvana Editoriale - sulla installazione titolata "Dèbàcle". E' del 2006 il progetto Omissis dove una decina di opere di grandi dimensioni  ritraggono immagini senza tempo, titolate con date di importanti eventi accaduti tra gli anni sessanta e il duemila.  Un video dal titolo omonimo sarà parte integrante del progetto. Nel periodo che segue si dedica molto all'attività di filmaker ("I frutti del fuoco" "Carol Rama - Novanta") e alla sperimentazione di nuove tecniche("Impronta d'albero","Angelus Novus", "Cosmos"). Del 2009 è la mostra "...ERGO..." allestita alla Kunsthaus Tacheles di Berlino. In questa esposizione sono state esposte opere di grandi dimensione tra le quali Vitruvio e Terra Promessa . In questo periodo comincia una intensa collaborazione con il critico d'arte Flavio Arensi dalla quale nasceranno diversi progetti come servizi fotografici a scrittori e artisti contemporanei e alcuni film documentari (Carol Rama, Antonio Lopez Garcia). Nel marzo del 2011 al Vittoriale degli Italiani viene presentato e proiettato il film "SEBASTIANO" dedicato al santo omonimo figura simbolo dannunziana. Dal 2010 inizia una collaborazione con l'anglista Marco Fazzini eseguendo diversi ritratti fotografici ai più importanti poeti internazionali e riprendendoli  nelle  letture delle loro poesie. Nel gennaio 2012 SEA aeroporti Milano, la Provincia di Milano e il Comune di Milano danno l'incarico in esclusiva a Pierantonio Tanzola di documentare con fotografie e video il percorso dei sette Savi di Fausto Melotti dal recupero all'interno del magazzino del Liceo Carducci,al restauro nello Studio Restauri Formica fino all'allestimento presso LA PORTA DI MILANO a MALPENSa. Documentario e foto saranno proiettati per tutto il tempo dell'esposizione curata da Angela vettese. Nel 2016  presso il Palazzo della Ragione di Padova,  esibice i suoi  ritratti fotografici di artisti e scrittori dal titolo "Visi d'arte" all'interno della manifestazione letteraria "Babele a nordest" curata da Vittorio Sgarbi. Nel febbraio del 2017 allestisce "Caratteri" a Milano presso i Frigoriferi Milanesi. Nel 2018 viene presentato e proiettato il suo film "Luciano Zarotti" presso la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Cà Pesaro a Venezia. Nello stesso anno allestisce una mostra monografica dal titolo "Tanzola_Tradimenti" a Medole (MN) presso il Museo Torre Civica.

 

Principali Mostre Personali, collettive e premi

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